Da Introd a Wadowice e ritorno, nel nome di San Giovanni Paolo II


L’arte e la cultura non conoscono confini e sanno unire anche in tempo di pandemia. Così la mostra fotografica di Grzegorz Galazka, 50 fotografie che il Comune di Introd aveva esposto a luglio 2020 in occasione del centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, sono arrivate il 1 novembre a Wadowice, città natale di Karol Wojtyla, per la mostra allestita al Museo della Casa natale del Santo Giovanni Paolo II. Una data non casuale: il 1 novembre è il giorno in cui, nel 1946, Karol Wojtyla fu ordinato sacerdote. Si tratta di una raccolta dei più simbolici scatti realizzati negli anni 1989-2009 che riguardano solamente le zone di Introd e Les Combes, residenza estiva dei Papi.

Si tratta di un pezzo di storia della Chiesa, ma anche della Regione valdostana, che ha avuto la possibilità unica di accogliere degli ospiti così illustri. Da questa bellissima terra sono partiti anche dei messaggi molto importanti e profondi, indirizzati non soltanto ai fedeli presenti all’Angelus della domenica, ma anche a tutto il mondo.

E dal Museo della Casa natale di Santo Giovanni Paolo II è in arrivo per la Maison Musée Jean Paul II di Les Combes d’Introd la mostra “Verso la santità”, già esposta a Wadowice, con una personale di Renata Rychlik, Ambasciatrice de La Memoria Viva, dal titolo “Seguendo i sentieri di San Giovanni Paolo II: paesaggi polacchi e italiani”.

Le due mostre saranno visitabili (pandemia permettendo) ad Introd nella cappella del Santo Sudario e a Wadowice fino a marzo 2021, quando la mostra di fotografie di Grzegorz Galazka traslocherà per qualche settimana a Cracovia, prima di rientrare in Valle d’Aosta.

“Si viene in Val d’Aosta, in questo ambiente montuoso, il più splendido in Europa, si viene per vivere una profonda gratitudine al Creatore per la bellezza della sua opera” diceva San Giovanni Paolo II, che portava però sempre nel cuore la sua città natale, Wadowice: “La città della mia infanzia, la casa paterna, la chiesa del mio santo battesimo… Voglio varcare in queste soglie ospitali, inchinarmi davanti alla terra natia e ai suoi abitanti, e dire le parole con cui si salutano i familiari al ritorno da un viaggio lontano: Sia lodato Gesù Cristo!”

Lo scambio culturale fra la Maison Musée Jean Paul II di Les Combes d’Introd e il Museo della Casa natale del Santo Giovanni Paolo II di Wadowice è l’espressione perfetta della sensibilità e dell’amore di Karol Wojtyla per la sua Terra e per il Creato e il suo Creatore, al quale in Valle d’Aosta si sentiva un po’ più vicino.

La collaborazione fra i due musei è stata sancita anche da uno scambio di doni: la Maison Musée Jean Paul II di Les Combes d’Introd ha donato al Museo della Casa natale del Santo Giovanni Paolo II di Wadowice lo zaino che San Giovanni Paolo II utilizzava per le sue passeggiate in montagna, dono dell’allora segretario del Papa Cardinale Dziwich al museo di Introd all’atto della sua costituzione, e ne ha ricevuto in cambio la replica del medaglione della mamma di Karol Wojtyla, Emilia, i tovaglioli originali da lei ricamati per il figlio e l’album commemorativo del centenario della nascita del Santo Padre.

Uno scambio culturale e artistico che potrebbe preludere ad un vero e proprio gemellaggio fra il museo valdostano e quello polacco.

“Sono molto contento e onorato che questa mostra con le mie fotografie sarà visitabile anche a Wadowice, paese natale di San Giovanni Paolo II, in un anno così particolare, colpito dalla pandemia. Mi auguro che possa essere un elemento positivo e di speranza in un periodo così difficile e che Giovanni Paolo II possa vegliare su di noi, proteggerci e aiutarci a superare questo momento. A mio modo di vedere, il fatto che la mostra arrivi a Wadowice nel 2020 è assai simbolico: a 100 anni dalla nascita di Giovanni Paolo II, portando la mostra qui, torniamo là dove tutto è cominciato, dove è nato un personaggio così importante e decisivo per la nostra storia. Auspico che in qualche modo lo possiamo vedere non solo come un ritorno alle origini, ma anche come un’occasione di riflessione e rinnovamento” dice Grzegorz Galazka.


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