Dal Canavese a Cracovia, all'Istituto Italiano di Cultura


La Memoria Viva è un progetto che si rivolge ai giovani e che ai giovani chiede di analizzare la vita nei decenni che hanno preceduto le tragedie e le barbarie anche recenti o attuali della storia, per capire se ci sono analogie, se ci sono segnali, se è possibile capire in anticipo quando si sta per imboccare una strada senza ritorno. E nella fase di messa a punto del progetto i giovani hanno individuato almeno tre segnali ricorrenti:

1) L’abbandono delle proprie radici (per andare verso una società omologata agli stereotipi imposti dal mercato)

2) L’insorgere della cultura dello straniero (dazi sui prodotti esteri, restrizioni sull’accesso al lavoro o ai servizi, leggi apposite per differenti trattamenti tra indigeni e stranieri)

3) L’indifferenza e la non presa di posizione, ben espressa dalla riflessione di un ragazzo che ha scritto: “Chi fra due contendenti prende una posizione, ha un alleato e un nemico, che non lo fa non ha nessun alleato e due nemici”

Abbiamo voluto così con questa semplice carrellata espositiva raccontare le nostre radici, la nostra terra o i nostri alberi che diventano arte, la manualità rappresentata dal lavoro del rame, la capacità di andare verso il futuro con l’Olivetti o la Fiat, la cultura popolare da raccogliere e rileggere, anche nei piccoli gesti quotidiani, perché la Memoria è Viva se sappiamo scegliere il nostro futuro senza farcelo imporre, e se lo facciamo ricordandoci sempre bene chi siamo e da dove veniamo.

La Memoria Viva

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