La storia di Lidia Maksymowicz in un libro

La storia di Lidia Maksymowicz, la bambina internata a 3 anni nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e sopravvissuta a 13 mesi di orrori nella baracca del dottor Mengele, che abbiamo raccontato nel docufilm "70072: la bambina che non sapeva odiare", è diventata una libro, scritto da Paolo Rodari ed edito da Solferino, con la prefazione di Papa Francesco (che aveva incontrato Lidia a maggio dello scorso anno e si era fermato a baciare il suo numero tatuato sul braccio) e con i camei si Liliana Segre e Sami Modiano.

La prima copia sarà donata proprio al Santo Padre da Lidia Maksymowicz e da Paolo Rodari durante l'udienza privata di mercoledì 26 gennaio, mentre la presentazione ufficiale del libro avverrà alle 12 nella sala Caduti di Nassirya del Senato con diretta streaming sui canali del Senato.

Contemporaneamente saranno presentate negli Istituti italiani di Cultura di Cracovia e di Bucarest le versioni in lingua polacca ed in lingua romena del libro, e a Cracovia anche una mostra che ripercorre le tappe della scoperta della storia di Lidia, del docufilm e del libro.

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